Ecografia ed ecocardiodoppler

Cosa è un'ecografia

L’ecografia è una metodica diagnostica non invasiva che utilizzando ultrasuoni (onde sonore) emessi da particolari sonde appoggiate sulla pelle del paziente, consente di visualizzare organi, ghiandole, casi sanguigni, strutture sottocutanee ed anche strutture muscolari e tendinee in numerose parti del corpo.

Durante l’esecuzione dell’ecografia, l’area da esaminare viene inumidita con un apposito gel, non tossico, che consente una migliore trasmissione degli ultrasuoni attraverso il corpo umano.

Ecografie a Roma e Provincia a domicilio
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Ecografia mammaria

Nelle patologie della mammella, l’ecografia si affianca e completa efficacemente l’esame mammografico, che costituisce ancor oggi il test di screening ideale,
insostituibile per una corretta diagnosi.
Essa consente inoltre in modo particolare nei noduli non palpabili, l’esecuzione di esami agoaspirati ecoguidati.
Per lo studio ecografico della mammella è necessario utilizzare sonde ad alta frequenza, che forniscono, soprattutto per le lesioni benigne quali cisti e fibroadenomi, aspetti tipici.

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Ecografia del collo

L’ecografia del collo permette principalmente lo studio della Ghiandola Tiroidea che, trovandosi in posizione centrale, anteriore e superficiale alla base del collo, ben si presta allo studio ecografico. L’ecografista può chiaramente discriminare, nel caso di noduli rilevabili palpatoriamente, la natura liquida o solida di tali lesioni.

I noduli solidi, che talora sono identificabili solo con l’ecografia, e non con l’esame clinico, si differenziano, in base ad un altro esame, la scintigrafia, in “caldi” cioè iperfunzionanti e “freddi”, cioè non funzionanti. In quest’ultimo caso può essere utile l’esecuzione di un prelievo di cellule mediante agoaspirazione guidata dall’ecografia, allo scopo di determinare la vera natura del nodulo.

Lo studio ecografico del collo permette anche l’esame delle ghiandole salivali, delle stazioni linfonodali (sovraclaveari, laterocervicali e sottomandibolari) e delle paratiroidi.

Particolarmente importante l’esame delle stazioni linfonodali, poiché un ingrandimento dei linfonodi del collo (in qualche caso visibile solo con l’ecografia e non rilevabile alla palpazione) riconosce varie cause, sia di natura infiammatoria (es. tonsilliti), sia di natura tumorale. Infatti l’ingrossamento di un linfonodo del collo può essere la prima manifestazione di un linfoma maligno, come anche di metastasi (da tumore dello stomaco, del polmone, della mammella etc.).

In tutti questi casi l’ecografia può indirizzare verso una diagnosi precoce, avvalorare un sospetto clinico o permettere l’esecuzione di una biopsia.

Infine, l’esame ecografico del collo fornisce fondamentali informazioni sui grandi vasi (vena giugulare e arteria carotide). L’esame US in B-mode permette di dimostrare se esistono ostacoli all’interno del lume vascolare o placche parietali. Tale indagine, completata dallo studio Doppler, va eseguita in tutti i pazienti con sintomatologia riferibile a sospetta patologia vascolare cerebrale (es. stato confusionale; episodi di perdita di conoscenza; comparsa di paresi più o meno estese, etc.).

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Ecografia fegato

Lo studio ecografico del fegato permette di differenziare con estrema accuratezza un fegato sano da uno affetto da epatite cronica o cirrosi.
Soprattutto nelle malattie croniche del fegato, l’ecografia consente di identificare prontamente la gravità della malattia e la comparsa di complicanze (es. la formazione di liquido ascitico all’interno della cavità addominale), e di guidare il trattamento più efficace per la cura.

L’ecografia al fegato consente di identificare:

  • Tumori benigni
  • Tumori maligni
  • Cisti
  • Angiomi
  • Ascessi epatici
  • Cisti da echinococco
  • Carcinoma epatocellulare
  • Calcoli della cistifellea
  • Ittero

Fondamentale importanza ha dimostrato l’ecografia nell’identificazione, anche in fase molto precoce, dei tumori del fegato sia benigni, sia maligni.

Si tratta di lesioni molto diffuse: basti ricordare ad esempio che le cisti del fegato (piccole raccolte di liquido, di solito presenti fin dalla nascita) si ritrovano nel 4-5% della popolazione italiana. Gli angiomi del fegato, tumori benigni molto frequenti, si riscontrano nel 1-7% della popolazione generale: il loro preciso riconoscimento è importante, poiché possono essere erroneamente interpretati come tumori maligni e quindi creano ingiustificati allarmi nel paziente.

In altre condizioni di malattia, anche grave, quali gli ascessi epatici e cisti da echinococco, gli ultrasuoni possono non solo permettere un’immediata diagnosi, ma anche guidare un trattamento efficace che prevede lo svuotamento dell’ascesso senza ricorso all’intervento chirurgico.

Grazie all’utilizzo dell’ecografia su larga scala, è stata completamente modificata la storia naturale di tumori epatici maligni, noti con il nome di carcinoma epatocellulare.

Infatti, poiché tale malattia colpisce quasi esclusivamente i pazienti affetti da cirrosi, i controlli ecografici continui di tali pazienti hanno permesso una diagnosi sempre più precoce.
Il tumore viene così scoperto quando è ancora di piccole dimensioni (1-2 cm di diametro) e può essere spesso asportato efficacemente per via chirurgica o distrutto con mezzi chimici (iniezioni di alcool), o con il calore.
L’avvento dell’ecografia ha completamente soppiantato l’utilizzo della colecistografia per la diagnosi dei calcoli della cistifellea.
Grazie all’ecografia si è scoperto che circa 1 persona su 10 è portatrice di calcoli alla cistifellea; le donne in misura doppia rispetto agli uomini. La maggior parte delle persone ignora di essere portatrice di calcoli, nel 90% dei casi non danno sintomi per molti anni e spesso vengono scoperti casualmente proprio durante un esame ecografico.
Caratteristico è anche l’aspetto ecografico della cistifellea che si complica con una infiammazione acuta (colecistite acuta): si tratta di condizioni molto dolorose, talora anche gravi, in cui basta appoggiare la sonda ecografica sull’addome del paziente per essere certi della diagnosi ed instaurare tempestivamente una cura efficace.
Nel paziente che diviene itterico (assume cioè una colorazione gialla della pelle e delle congiuntive) l’ecografia è l’esame di prima scelta poiché in grado di discriminare rapidamente la causa di tale alterazione.
Qualora l’ecografia dimostri una dilatazione dei canali che trasportano la bile dal fegato all’intestino dovrà essere ricercato un ostacolo meccanico al regolare deflusso della bile: per esempio la presenza di un calcolo nel coledoco (principale via di transito della bile).

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Ecografia ginecologica

L’ecografia ginecologica si identifica con l’Ecografia Transvaginale, un esame ecografico dell’apparato genitale femminile (utero, ovaia, tube) eseguita con una sonda ecografica introdotta in vagina. In questo modo, grazie alla vicinanza agli organi genitali interni, è possibile ottenere informazioni più dettagliate rispetto alla sola ecografia pelvica addominale. E’ infatti possibile visualizzare strutture delle dimensioni dell’ordine del millimetro e, tramite lo studio flusso metrico (Color/Power Doppler), diagnosticare le neoformazioni dell’apparato genitale, anche agli stadi iniziali.

Questo esame può essere eseguito in ogni momento del ciclo mestruale o in menopausa. E’ indicato in caso di dolore addominale o pelvico, nei sanguinamenti uterini anomali, in caso di gonfiore o senso di peso pelvico, nelle cisti ovariche, nelle tumefazioni uterine, polipi, malformazioni uterine, lesioni iperplastiche e neoplastiche dell’endometrio.

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Ecografia ostetrica

L’ecografìa è una tecnica che consente di vedere gli organi del nostro corpo con l’utilizzo di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni non udibili dall’orecchio umano) che attraversano i tessuti. Quando le onde inviate dalla sonda posata sull’addome materno arrivano al feto, mandano altri echi, che sono trasformati in immagini sul monitor dell’ecografo; è possibile così vedere il feto in modo dettagliato.

PERCHÉ FARE L’ECOGRAFÌA?
Le ragioni più comuni perché si esegue l’ecografìa sono: determinare il numero di embrioni e l’epoca della gravidanza, visualizzare l’attività cardiaca fetale, la posizione del feto e accertarne lo sviluppo.

L’ECOGRAFIA È INNOCUA PER IL FETO?
Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre venticinque anni e non sono stati riportati effetti dannosi sul feto anche a lungo termine. Per tale ragione, con le procedure oggi adottate, l’uso diagnostico dell’ecografia è ritenuto esente da rischi.

QUANTE ECOGRAFIE È BENE FARE NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA?
Nella gravidanza normale vengono eseguiti tre esami:

  • al primo trimestre (datazione della gravidanza e translucenza nucale),
  • al secondo trimestre, (ecografia cosiddetta morfologica)
  • al terzo trimestre, (individuazione dei difetti di crescita fetale e diagnosi delle malformazioni non rilevabili al secondo trimestre)

CHE COSA SI VEDE CON L’ECOGRAFÌA?
Al primo trimestre dalla 10° alla 13° settimana con la misurazione della lunghezza del feto è possibile valutare se lo sviluppo corrisponde all’epoca presunta della gravidanza, si conferma la vitalità del feto, si valutano l’età gestazionale (CRL) ed eventuali difetti morfologici maggiori. In questo periodo si può misurare la translucenza nucale, misurando lo spessore retronucale del feto e calcolare, quindi, la probabilità che il feto abbia un’anomalia cromosomica, una cardiopatia congenita o una malattia genetica, preferibilmente associando questa ecografia ad un esame del sangue (Bitest). Nel caso di translucenza nucale aumentata, per evidenziare con certezza una eventuale anomalia cromosomica, sono necessari però altri esami (villocentesi o amniocentesi).
Al secondo trimestre dalla 20° alla 22° settimana (ecografia così detta morfologica) si effettuano le misurazioni della testa (DBP e CC), dell’addome (CA) e del femore (LF) del feto e tali valori vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento. In questo stesso periodo si visualizzano la sede di inserzione placentare e la quantità di liquido amniotico. Questo è l’esame più importante per la possibilità di valutare eventuali malformazioni fetali, del cuore, del sistema nervoso centrale, del tubo neurale, dell’apparato urinario, dell’addome, degli arti. La possibilità di rilevare un’anomalia dipende dalla sua entità, dalla posizione del feto nell’utero, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna. E’ perciò possibile che talune anomalie fetali sfuggano all’esame ecografico.
Al terzo trimestre dalla 30° alla 34° settimana è evidenziabile il sesso de! feto: da questo momento la possibilità di definirlo dipende dalla posizione del feto. E’ perciò possibile, anche a termine di gravidanza, non riuscire a determinare il sesso se la posizione non è favorevole. Si determinano anche lo stato della placenta, l’accrescimento del feto e la sua posizione (presentazione cefalica se ha la testa verso il basso o presentazione podalica se verso il basso ci sono le natiche o le gambe). Si possono evidenziare eventuali malformazione non rilevabili al secondo trimestre

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Ecografia cardiologica - Ecodoppler cardiaco (ecocardio)

Che cos’è l’ecocolordoppler cardiaco a riposo?

L’ecocolordoppler (o ecocardio) cardiaco a riposo è un esame che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda (trasduttore) posizionata sul torace, permette la ricostruzione e la visualizzazione del cuore su di uno speciale computer (ecocardiografo).

In questo modo è possibile visualizzare le camere cardiache, misurare le loro dimensioni, valutare la funzione di pompa del cuore e lo stato delle valvole cardiache.

A che cosa serve l’ecocolordoppler cardiaco a riposo?

Attraverso l’esecuzione di un ecocolordoppler cardiaco a riposo, possono essere identificate quasi tutte le malattie cardiache e la loro evoluzione può essere seguita nel tempo. Queste informazioni sono rilevanti anche nei pazienti affetti da un’aritmia cardiaca

In particolare, con l’Ecocolordoppler cardiaco a riposo è possibile eseguire:

  • la valutazione qualitativa e quantitativa delle malattie delle valvole cardiache
  • la valutazione delle dimensioni e del movimento delle pareti del cuore
  • la valutazione delle cardiopatie congenite
  • la valutazione degli esiti di un intervento cardiochirurgico.

Come si svolge l’ecocolordoppler cardiaco a riposo?

L’ecocolordoppler cardiaco a riposo si svolge come una normale ecografia che ha come oggetto il cuore. Il paziente viene invitato a sdraiarsi su un lettino e il medico fa scorrere sul petto, all’altezza del cuore, una sonda dopo avere spalmato un po’ di gel sul suo torace. Si tratta di un esame non pericoloso, non doloroso e del tutto non invasivo.

Durata dell’ecocolordoppler cardiaco a riposo

L’ecocolordoppler cardiaco a riposo (ecografia cardiaca pediatrica) dura mediamente 20 minuti.

 

 

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Ecografia vascolare

L’ecografia doppler vascolare, più conosciuta come ecodoppler vascolare, è una metodica non invasiva utilizzata per lo studio della situazione anatomica e funzionale dei vasi sanguigni, arteriosi e venosi.

I principali utilizzi dell’ecodoppler vascolare

Con l’ecodoppler vascolare è possibile esaminare in modo accurato le principali arterie e vene del corpo umano, in modo da diagnosticare eventuali patologie circolatorie prima che possano aggravarsi diventando rischiose per l’organismo.

Gli usi più frequenti dell’ecodoppler vascolare consistono nell’esame di:

  • Carotidi: queste arterie vengono esaminate essenzialmente per verificare eventuali restringimenti o occlusioni che possono dare origine a diversi disturbi circolatori cerebrali, anche molto gravi, come l’ictus;

  • Aorta addominale: può essere soggetta ad aneurismi, ossia rigonfiamenti in corrispondenza dei quali l’arteria può indebolirsi fino ad arrivare alla rottura, provocando dolore intenso ed emorragia interna.

  • Vasi sanguigni degli arti inferiori, per individuare eventuali patologie quali trombosi o flebite.

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Ecografia pediatrica

Il servizio di Diagnostica Ecografica Pediatrica a domicilio RX Team offre una consulenza completa e qualificata su tutta la diagnostica ecografica del bambino.

L’ecografia permette di esplorare gli organi interni del bambino per mezzo di onde ultrasonore ad alta frequenza, senza radiazioni e senza danni per il piccolo paziente.

L’ecografia pediatrica rappresenta una specialità nella specialità: è necessario che ad eseguirla sia un radiologo che abbia un’esperienza specifica nell’ambito della pediatria, e che quindi conosca gli organi durante le diverse fasi dello sviluppo.

Nel nostro centro, tale tecnica è affidata a specialisti con la massima competenza che sono in grado di eseguire nelle diverse fasi dell’infanzia, fin dalla nascita, tutti gli esami più delicati, con il massimo delle competenze e conoscenze delle patologie che possono affliggere i piccoli.

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E’ possibile richiedere a domicilio qualsiasi tipo di visita medica specialistica. 

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E’ possibile sottoporsi a molteplici esami strumentali, vale a dire eseguiti con l’ausilio di appositi macchinari. Il laboratorio si avvale di apparecchiature di ultima generazione.

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